mercoledì 7 aprile 2010

Cestini all'amarena

Ecco i cestini cioccolatosi che io e mia sorella abbiamo realizzato per Pasqua. Un dolce facile e veloce...inaspettatamente gustoso!
NB secondo me meglio farli più piccoli
Ingredienti per circa 14 cestini:
3 stecche di cioccolato fondente
1 l di panna da montare
amarene (preferibilmente di quelle confezionate in casa o almeno con un po' di succo delle amarene stesse)
pirottini rigorosamente di carta

Procedimento:
preparate con largo anticipo(meglio se il giorno prima) i cestini di cioccolata. Per questa preliminare operazione, sciogliete le tre stecche di cioccolata, meglio se un po' alla volta per evitare che si solidifichi di continuo, e con un cucchiaino versate un po' di cioccolato nel pirottino di carta stendendolo bene bene sul fondo e le pareti senza lasciare punti non coperti. insistere soprattutto sulle pareti e mettere in frigo sistematicamente uno alla volta. Dopo circa un'oretta riprendete i pirottini uno per volta dal frigo e ripassate con un pennellino o sempre con il cucchiaino con un'altra bella passata meno consistente di cioccolato. il giorno seguente o dopo molte ore potrete staccare molto attentamente i pirottini di cioccolata dalla carta, con la massima delicatezza per evitare di romperli. montate la panna amalgamando un po' di succo diu amarena e qualche amarena affinchè diventi un po' rosa e versate con una siringa per dolci nei pirottini la quantità che desiderate. decorate con qualche amarena e il gioco è fattoo!!!!



martedì 23 marzo 2010

Tempi di ripresa...

Ebbene sì, sono tornata sul luogo del delitto. Gli psicologi dicono che rivivere le esperienze traumatiche serve a rimuoverle...è l'unica maniera. Non credo che si possa rivivere tutto, anzi lo so per certo...dopo aver provato più e più volte a ritrovarmi nelle stesse situazioni che inevitabilmente cambiano sapore, odore, sembianze e non ti sorprendono più.
Questi mesi dell'anno nuovo sono stati....nuovi.Terribilmente nuovi. Ma infondo mi son serviti.
Ma perchè prendere coscienza delle cose è così maledettamente triste?Eppure la cognizione di una verità che ti sorprende mentre eri intento a passeggiare tra i tuoi castelli in aria, dovrebbe essere un grande passo, un segno di maturità. Ho capito molte cose, è vero, però mi sento più incompleta di prima, come se avessi perso dei pezzi per strada...e adesso sono un collage di foto messe insieme con pezzi di scotch. Alcune sono state bruciate, altre chiuse dentro un cassetto...in ogni caso con le rimanenti il risultato non è delle più piacevoli. Mi par di vedere un'opera astratta, di quelle buttate giù da un pennello incompreso in 5 minuti per dire in realtà molto. Gli spettatori distratti la considereranno sempre spazzatura e quelli più curiosi non la capiranno comunque.

Altro aspetto terrificante è che non tutto ciò che capisci, non tutti gli insegnamenti possono essere messi in pratica. I più terribili sono quelli che sai benissimo di non poter eseguire. Forse mai, forse non alla perfezione. Dovrei raccontare tutto qui...tutto quello che mi è successo, il motivo per cui questo blog rappresenta il luogo del delitto, ma non lo faccio. Non posso dire tutto, non lo farò mai...non sono fatta per la verità...forse perchè ha troppe facce...e ho capito che pur raccontandola, nessuno riesce a vederle tutte.

Chi ha detto il Vero davvero?


Vado a preparare i cornetti e poi ve li mostro...intanto beccatevi una foto nella mia capoccia di Firenze


domenica 1 novembre 2009


Caro mio Blog!L'altro giorno ti ho mollato qui una poesia senza spiegarne il perchè. ma sulle ragioni di quello scopo ci sarebbe da scrivere una pagina di blog e non voglio sprecarla.


oggi che sono in partenza ho invece voglia di ricordare. Tipico di me: aggrapparmi all'ultimo bellissimo ricordo per andare avanti, ma in realtà credo che per essere davvero libera dalla memoria debba liberarmene. Funziona sempre così...e allora mi sento più libera, più leggera.




Il viaggio a Corfù con i miei amici di una vita però, sarà molto difficile da dimenticare. E impossibili saranno da scordare i colori, i sapori, le risate e perchè no i dolori..che ahimè non mancano mai:) Non per essere venale, ma basta premettere che questo viaggio è cominciato con la consapevolezza che essendoci il mio ex( appena lasciato da un mesetto d'estate) fossi pronta a qualsiasi tipo di sfuriata per un nonnulla, memore delle liti passate. E così dopo mille peripezie di organizzazione, esattamente una settimana prima siamo riusciti per qualche strano miracolo a trovare disponibilità per un posto che nemmeno mi attraeva tanto, ma infondo era la compagnia ciò che mi interessava. Lara e il suo Boy in stile viaggio di nozze, nello stesso sacco a pelo durante la traversata notturna sul freddissimo e sporchissimo ponte del traghetto; Luca e Manu, altra coppia solo apparentemente felice però, ma più in stile nozze d'oro, considerata la lunga relazione; i tre moschettieri come spesso mi scappa di chiamarli perchè tutti e tre passati in un modo o nell'altro sotto la mia sfera sentimentale, Mario, Mauro e Ale, il mio ex appunto. Uno staff variegato insomma, e ben attrezzato soprattutto, ognuno munito della sua arma preferita! Qualche esempio del nostro armamento?Io con un pacco maxi di pan di stelle, Manu e la sua scorta di smalti e Mauro un litro di tequila!Tutto quello che basta per passare una notte senza morire assiderati:)DIfatti i presupposti lasciano immaginare la nostra notte assurda, perfetta inaugurazione di un viaggio alquanto matto, ma anche dolce...E così tra un gioco della bottiglia con tequila e fotocamera per filmare le nostre penitenze in giro perla nave saltellando da veri pazzoidi,un latte caldo con i biscotti e tenersi un po' stretti per il freddo nei sacchi a pelo con le cuffie mai distanti dalle orecchie con Liga che canta "Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c'è..."...il sole sorge e noi ariviamo a Kerkyra, tutti sporchi di catrame.Subito è una corsa al taxi, che ci scaricano a Ipsos, la zona più turistica, più italiana, più ricca di movida dell'isola. I nostri appartamenti sono lì, sulla spiaggia disegnata ai piedi dei monti dell'Albania che scorgiamo stagliati sull'azzurro. Gli altri non sembrano entusiasti di quella litoranea con i ciottolini e i pontili, ma io l'amo già. Inaspettatamente ci sorbiamo le raccomandazioni della proprietaria sul comportamento da tenere e in particolare delle dritte su utilizzare al meglio le stanze. Basta dire che i loro gabinetti non potevano accogliere carta igenica. Povera me, che già non ho un rapporto felice con la tazza bianca...ma questa è un'altra storia. In ogni caso, combattendo stanchezza e sporcizia ci dirigiamo subito a noleggiare quelle che sarebbero state le nostre compagne di avventura...delle moto memorabili di cui ancora mi pare di sentire il rombo. Io in groppa al pegeut guidato da Mario, il quale da quel momento in poi mi ha praticamente adottata, dato che sulle moto non dico passavamo la maggior parte del tempo,ma quasi.(e poi lui si perdeva sempre ed era il più lento della banda:)) Premetto che prima di questa esperienza io avevo una paura folle delle moto, anche perchè avevo sentito parlare delle penosissime strade corfiote, piene di curve, dossi e strade a strapiombo ed effetivamente le descrizioni corrispondevano perfettamente alla realtà. Eppure sono ancora viva e vegeta per raccontare questa storiella:) Anzi, dopo qualche infarto iniziale che mi vedeva in perenne apprensione sul motore, alla fine sono stata colta da una motomania. I viaggi sul motore mi rilassavano, erano un modo per osservare quella natura incontaminata e assaporarne da vicino ogni colore e profumo, il tutto condito dai silenzi giusti e dalle chiacchiere con mario. Una sorta di panismo che mi metteva a contatto con la natura insomma, sfiorata dal vento caldo e morbido e trafitta dal sole più dorato. Capelli ricci al vento, ray ban e casco blu omologato tipo astronauta. Poi venne il momento della spesa. La nostra prima spesa al Lidl di Dassia, che svaligiammo completamente di tutto ciò che si potesse friggere o spalmare di nutella. Inutile dire quanto gonfio fosse il nostro fegato alla fine di quell'avventura. Appena tornati a "casa" però, non riuscivo a credere di non avere fatto ancora il bagno e allora ore 20.30 mi tuffo nel nero più trasparente che abbia mai visto con a seguito qualche altro matto come me. Le luci dei locali a ridosso illuminavano quel che bastava illuminare, ed io mi sentivo come piace a me: libera. La prima sera si festeggiò nella discoteca più rinomata di Ipsos, il Montecristo, meta di tutti i Baresi e Napoletani, che ahimè si incontrano in ogni dove sulla faccia del pianeta. Senza alcuna intenzione di stirarmi i capelli, cerco di domare la chioma ribelle e mi infilo un vestitino molto estivo pronta per una serata all'insegna del mal di piedi,o in gergo: ballo sfrenato. Di solito il mio divertimento quando si va a ballare è direttamente proporzionale al dolore dei miei piedi quando rincaso. Un altro fattore è di gran lunga importante e cioè quanto gli altri siano disposti a ballare con te, altrimenti il primo fattore non esiste nemmeno. E per fortuna la serata soddisfò appieno queste aspettative. La musica davvero bella non aveva nulla a che vedere con le cozzalate che si ascoltano nelle discos baresi, nientaffatto. Dopo aver schivato un napoletano assatanato, calmato le acque tra Lara and her jelous husband e ballato sul cubo per qualche secondo come la scema, intorno alle 3 emezza torniamo, con la consapevolezza di una precedente nottata sul traghetto alle spalle. Sprofondiamo sui letti e Bonne nuit!!Tutti collassano, ma io son sempre la prima a svegliarsi!Chi lo sa perchè?Mi accingo a dispensare una sveglia alquanto quieta essendo comunque la prima mattinata e tra un pancarrè e qualche biscotto ci riprendiamo, ancora sconvolti attorno ai tavolini del terrazzino. Con la cartina in mano, stabiliamo la nostra tabella di marcia...destinazione Kassiopi, da tutti conosciutissima per le sue spiagge cristalline. Quel giorno le curve in moto erano da paura e non vedevo l'ora di arrivare. Le salite ripide mi facevano pensare, dopo averle superate, che al ritorno sarebbero state delle discese assurde. La spiaggia che ci accolse non era il massimo della pulizia e qualche testa di pesce quà e là ci fece capire subito che dovevamo cercare ancora, il "paradise " del giorno. PErciò dopo una bella lotta sul materassino con MArio, Lara e Frà, assaggiamo la nostra prima Pita in terra greca, finchè Mauro e Ale ci portano con fare avventuriero nella spiaggetta scoperta da loro. Dopo una stradina tortuosa, adornata da pini marittimi, ci ritroviamo a strapiombo su ciò che sembrava il riflesso del cielo più azzurro. C'eravamo solo noi e tre metri di sabbia..un paio di scogli e poi l'infinito tutto per noi. Non credo di aver mai nuotato così tanto e mi pare di aver provato la sensazione di un bacio quando è nuovo sulla pelle. Il tempo sembrava essersi fermato, ma invece le sei arrivarono in fretta tra un tuffo e l'altro e purtroppo anche il tempo di andare. Quella sera facemmo una tranquilla passeggiata a Corfù, affascinati dalle bancarelle un po' troppo banali per i miei gusti, ma con il tipico fascino da bancarelle:), che però chiusero troppo in fretta. Un gelato e poi, causa sonno decidemmo di tornare a Ipsos. Tuttavia io e la banda degli scaricatori, come mi piace chiamare quelli che furono i miei coinquilini, ci concedemmo biliardo e tequila bum bum e quel bum bum fu davvero un divertentissimo disastro!La serata degenerava tra le risate mie e dei due sobri, poichè Ale e l'alcool da quel momento sembravano aver stipulato un patto di depressione e rabbia contro la sottoscritta, ogni volta che si incontravano.Cominciarono così una serie di cattiverie sul mio conto, finchè i due M si resero conto quanto importante fosse tornare a casa!Lì infatti dopo qualche altra risata, mi chiusi in camera per non sentire più niente e lasciai a loro il compito di smorzare ogni sfogo...





è giorno!è giorno!è un nuovo giorno dove non si sa per quale motivo io sono sempre la prima a svegliarmi con troppi pensieri per la testa e una mano rossa a furia di bussare alle porte come sveglia. Arriva la tarda mattinata e finalemnte pronti e ringalluzziti, un elemento alquanto sbadato(più di me e ce ne vuole) si rende conto di non trovare più le chiavi del motore. Mauro è l'espressione della distrazione fatta a persona e in quel momento per noi era più che altro un bersaglio a cui sparare per la disperazione. Implicitamente la colpa era mia perchè molto propbabilmente le chiavi gli erano cadute per sorreggere me sulla strada del ritorno, ma la responsabilità restava sempre sua . Come i soldi che impiegò la mattina stessa(ormai erano le 12.00) per prendere un altro motore. E così tra le bestemmie e il nervoso, anche se io sono sempre abbastanza tranquilla in queste situazioni, ci dirigiamo verso PAleokastritsa, di sicuro la più famosa spiaggia corfiota. In effetti l'azzurro è il colore che ricordo più vivido di quella giornata. Per fortuna l'imprevisto delle chiavi di Mauro venne subito dimenticato da un fantastico giro sul pedalò, cantando e pedalando come matti, scoprendo quelle calette che più belle non si può.Poi una Pita e via!Sfrecciamo sulla vetta del monte e alcuni di noi, gli amanti della fotografia, gli amanti della natura o più semplicemente e univocamente, gli amanti delle cose belle e semplici si ritrovarono di fronte uno spettacolo meraviglioso. è l'immagine più nitida che ho di quell'isola..il tramonto che si avvicina sull'altura di PAleokastritsa dove sorge il monastero. Un albero millenario sul mare e i massi a strapiombo, mentre in lontananza un motoscafo va e il nostro sguardo si perde laggiù...Eccoci di nuovo a Ipsos ognuno un po' perso per i fatti suoi..una granita al caffè sul pontile con Mario, stile Dawson's Creek e qualche passaggio con la Palla di Laretta. Ormai i miei amici erano esasperati dallo mio livello di sporcizia(sale del mare) dei capelli che quel giorno fui vittima di un attentato vero e proprio che mi vide scaraventata nella vasca da bagno con una ventina di mani che mi facevano lo shampoo!Almeno mi decisi ad allisciare quella paglia che è la mia chioma e con il mio vestitino rosa ero pronta per andare a bailar. Fu una sera magica. Il locale in fondo tutto per noi con quei B52 in fila,per poi passare da una disco all'altra, volteggiando come una farfalla. Fu una bella serata, ma il motivo che più di ogni altro contribuì fu la scintilla. Una vera fiamma che animò tutta la serata e la concluse con un incendio finale..ma non posso aggiungere altro. è una metafora già abbastanza pericolosa e questo non è poi un posto abbastanza sicuro per dire tutto, ma proprio tutto. Infondo poi, liberandomi anche di questo di episodio potrei perderlo per sempre e non voglio. Ciò che invece non posso trattenere è l'episodio degno da film: una spaghetttata in piena regola alle 4 del mattino!roba da folli!per poi lasciarsi tutti e dormire(io no ovviamente) fino a tarda mattinata!Destinazione seguente: Corfù per fare un po' di spesucce varie!in realtà io ho collezionato stranamente ben pochi souvenirs e molti più dolcetti buonibuoni tipici greci:)In ogni caso Kerkyra centro non mi fa proprio impazzire, ma è carina, tranquilla per passeggiare e scoprire viuzze caratteristiche.Personalmente ho amato il centro storico con il porticato, soprattutto di sera illuminato..ma quella mattina fu più un luna park di shopping. Quel giorno un bagnettino a Ipsos e poi tutti pronti dopo una cenetta fritta fritta, per raggiungere questo localino carino di Dassia. In tutto ciò delle ragazze vicine avevano ritrovato le chiavi del motore di Mauro improvvisamente riapparse, con suo enorme rammarico poichè ormai ci aveva rimesso un po' di soldi!Un drink nel locale caratteristico, ma il freddo e il poco movimento ci rimandano "a casa" per un biliardo favoloso in cui ho scoperto questa nuova passione;) Il giorno dopo avevo deciso. "Si va dove dico IO!!!!:)" Forse per questo la sveglia quella mattina fu un tantino più traumatica del solito e tutti gli altri volevano uccidermi, un po' per i gavettoni, un po' per la musica, un po' per le cuscinate:)Inizialmente perplessi per la lunga distanza, gli altri si convinsero a raggiungere il famoso Canal d'Amour che doveva essere una spiaggia molto diversa dal solito. Sosta in qualche paesino caratteristico e poi eccoci in quello spettacolo romantico. Di certo l'acqua non era cristallina come le precedenti spiagge, ma lo scenario era completamente nuovo!Gli scogli modellati dal vento come scherzi della natura a strapiombo sul mare.Le forme dolci delle rocce e un color rosa- beige diffuso su tutta la visuale.Davvero romantico...anche se il nostro sport del giorno fu l'argilla!!!!!!Cospargerci di questa melma "miracolosa" sinceramente dopo un po' mi esasperò, ma intanto mi godevo la natura. So essere molto ermetica a contatto con l'habitat marino, mi eclisso e non sembro più io. Fu una giornata piena e sulla strada del ritorno, mentre io e mario ci eravamo persi per l'ennesima volta, successe una cosa assurda. Mauro, detto anche Schumi in arte, che col motore si divertiva a fare il pilota fu colpito da un brutto scherzo della natura, è proprio il caso di dire, poichè un'ape assassina durante la guida gli si intrufolò nella maglietta facendogli perdere il controllo per il dolore. Per fortuna non assistii, vista la mia ansia da motorino, ma secondo il racconto, dopo una cadauta dal motore dei due, Alessandro si mise prontamente a succhiare il veleno dell'ape dalla ferita di Mauro. La sera molti piombarono nel sonno più profondo, mentre i fun delle cantine sociali si riunirono attorno al tavolo per giocare a Viva lu RE!Un gioco alcolico con la Vodka, ereditato dalle origini salentine di Alessandro. LA serata si concluse con un'uscita in piagiama e pantofole per le strade di Ipsos...e ho detto tutto!:)LA spiaggia della mattina dopo ahimè..ho scordato come si chiama!Che tristezza che mi mettono questi dettagli già persi...soprattutto in una bella giornata come quella trascorsa lì.La sabbia scura e cocente, ma soprattutto...il mitico sport acquatico, da togliere il respiro!Seduti in 4 su un materassino trainato da un motoscafo provavi una sensazione spompante, quasi orgasmica:)



Nonostante le braccia distrutte e i voli pericolosi a largo mi sentivo ancora una volta viva...condizione perenne che potrebbe riassumere il mio stato d'animo di quella settimana. Viva più che libera, poichè c'era sempre quel qualcosa che ahimè dovevo trattenere. Ma questa è un'altra storia...comune solo a due persone infondo, o meglio ad una, me stessa. Questo resoconto del viaggio si limita perciò ad essere un'allegra descrizione di facciata, non per questo arida e non veritiera, semplicemente non completa...come ogni volta che ci troviamo a raccontar qualcosa.







Mentre io e la banda degli scaricatori volevamo dirigerci verso una rinomata spiaggia nudista dalle acque risaputamente cristalline, gli altri dirottarono verso Corfù città, sempre alla continua e affamata ricerca di profumi e borse contraffatti da distribuire ad amici e parenti. Difatti una volta lì, dopo un buon gelato, con una scusa qualsiasi io e Mauro decidemmo di tornarcene a "casa", o meglio nel porcile!E così guanti e pezza alle mani, muniti di un litro di Svelto(già precedentemente usato per farmi lo shampoo insieme al dentifricio...maledetti!)scrostammo dei veri e propri mattoni, ormai parte inscindibile di quei tegami anteguerra. E la sera fu bagno nuda per quanto mi riguarda:) Gli altri addormentati o semplicemente sonnolenti stettero a guardare. Solo Alessandro e MArio (con cui dopo "provammo" a fare le crepes notturne in una padella non antiaderente:pessima idea disastrosa!)mi accompagnarono in quest'avventura, ma vestiti. Perchè perdere certe sensazioni? Certe cose se le senti come istinto irrefrenabile e naturale, devi farle puntoebbbbasta. Ad esempio convincere la tua banda a non andare in uno stupidissimo acqualand (divertentissimo, ma esistente in ogni dove e soprattutto caro) per raggiungere invece Mirtiotissa???E nonostante le mille strade sbagliate, le salite ripide, sconnesse e i rimorchi che sbucavano da ogni dove, ne valse davvero la pena. Ovviamente non ci denudammo, ma i ragazzi per lo spettacolo non volevano andarsene più!Io invece ero più che altro estasiata per quello splendore di mare, che più limpido non si può. Il tutto immerso tra i mirti e le rocce con cascatelle naturali. E' inutile...i nudisti sono dei buongustai in quanto a spiagge...è risaputo che cerchino l'esclusività! Quel giorno tornammo anche a Paleokastritsa, come per salutare il simbolo di quella meravigliosa isola. Anche perdermi con Mario sul motore in realtà mi ha sempre fatto molto piacere. Parlare tranquilli sena pensieri, senza obblighi, sereni e trasparenti era una bella sensazione. Avrei voluto passare solo un po' più di tempo con Lara, magari star in casa tutti insieme, non so...


semplicemente avrei voluto avere più tempo. Godere ancora di quei momenti assolutamente autonomi e lontani da ogni tipo di imperativo, di dovere...Tuttavia, ho capito che purtroppo non siamo fatti per essere liberi, almeno non per sempre e forse se queste situazioni non fossero così rare e brevi, non riusciremmo a percepirle davvero. Dite pure che sono noiosa e strana, ma credo che il non-senso della vita debba portarci a trovare noi stessi un senso, almeno nelle cose belle, per fermarle, intrappolarle tra le ragnatele che il tempo tesse nel nostro cuore. Perchè tutto passa, o sarebbe meglio dire fugge e ogni cosa per quanto tentiamo di rincorrerla è più veloce di noi.
Ed ecco a cosa pensavo l'ultima sera, dopo aver ballato nel bellissimo "The Old Tree". Presto saremmo partiti e una nuova sfida sarebbe cominciata a settembre, lontani ormai dalla scuola, da quelle mura di cartongesso tanto fragili quanto rassicuranti. E tutti quegli istanti densi e ricchi di passione sarebbero rimasti? Quanto ci vuole per dimenticare un'esperienza, un episodio, un amico? E quanto può valere un ricordo mentre vivi un presente completamente nuovo? Che peso dai al tuo passato, se mai ci pensi? O meglio, se mai riesci a ricordarlo nei dettagli? Ai dettagli. Ecco a cosa pensavo. E forse cercai pure di coinvolgere i tre moschettieri a tal proposito, mentre la notte si spegneva in quel bar napoletano, tra un cornetto e un caffè che già ci avvicinavano in patria italiana. In maniera tutt'altro che sobria i miei discorsi cominciarono però a disfarsi sempre più una volta rincasati, un po' come la valigia ancora da preparare. Ma si sa...la vodka non è la migliore amica delle 5 del mattino e di una valigia da riempire.






E mentre prendevo sempre più coscienza della fine di quel soffio di libertà condensato chiamato "viaggio della maturità immerso nella natura e nel fuori orario", tutto si concluse come davvero desideravo...ma voi cari amici (sobri e non) non lo ricorderete sicuramente:)almeno non tutti...






Lasciandoci trascinare dai taxi fino al porto ci accampammo momentaneamente per poi dire addio all'isola in cui Ulisse trova ristoro presso Alcinoo, in cui si salva dal naufragio, accolto dalla bella Nausicaa, l'isola dei Feaci dove si conclude il suo viaggio prima del ritorno a casa.






Anche la nostra avventura di questi 5 anni si conclude così. Salutando un'isola dal mare, un sogno che si rimpicciolisce allontanandosi sempre più, quell'isola che non c'è che solo negli anni di scuola si può conoscere.












"E ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto

perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te"












mercoledì 28 ottobre 2009

Vorrei dirti di me:
La tua casa preferita,
con la porta sempre aperta,
Il tepore sotto la coperta;
quella di una vita
che però non sai com'è;
quella che hai baciato
ma senza un perchè.
Vorrei raccontarti un po'
il ritmo isterico dei miei giorni in fuga,
ogni nuovo sapore, qualche piccola ruga...
e tra poco partirò.
Vorrei parlarti, amico perduto
e scoprire i tuoi mille guai.
Potremo giocare agli sconosciuti
ma non lo saremo mai.
Caro amico muto,
Vorrei chiederti troppi perchè.
Esplorare il tuo mondo lontano
e scovare nel profondo qualche briciola di me.
Vorrei ancora i tuoi entusiasmi,
i consigli e ogni errore.
I discorsi lunghi ore
sono ormai vecchi fantasmi:
pezzi sparsi di parole.
Vorrei gli amici di sempre o quelli di mai.
Lui che ha perso la memoria
tu che non lo scorderai.

venerdì 9 ottobre 2009

prendersi cura di sè con il curry




E chi l'ha detto che da soli non ci si prende cura di sè???
Il mese scorso, per qualche miracolo divino, sono riuscita a sbarazzarmi dei miei, partiti in missione al nord per il trasloco di mia sorella, che grazie al cielo con i suoi grilli per la testa li intrattiene! Quale migliore occasione allora per sperimentare qualche piatto alternativo che mio padre non proverebbe mai?? E così munita di lista della spesa e carello, ho cercato in lungo e in largo gli ingredienti più dtrani possibile...purtroppo con scarsi risultati!Inizialmente infatti, ero partita con il pallino del sushi!Ma purtroppo ancora sprovvist di patente non posso raggiungere ipermercati o negozi etnici in grado di fornirmi l'indispensabile alga nori:(!Purtroppo perciò ho dovuto rimandare, senza però negarmi lo sfizio di un piatto esotico. Oltre ai prelibatissimi falafels arabi (di cui presto posterò la ricetta)mi sono dedicata ad un piatto veloce, ma davvero squisito!
Se è uno di quei giorni in cui avete bisogno di cambiare, ma senza strafare perchè la pigrizia vi attanaglia...
se aprite il frigo e tutto ciò che vi trovate sono verdurine a prima vista insipide, per cui l'immaginazione si paralizza...
non disperate!ho l'antidoto giusto per prendervi cura un po' di voi stessi, in maniera sana e originale!
L'unico ingrediente che però non dovete farvi mancare è il Curry (che per fortuna qui non manca mai!)

Riso Basmati alle verdure e curry (una porzione abbondante)

50 g riso basmati
cipolla (ad amore!)
manciata di piselli
2 carote
2 zucchine

(in realtà potete utilizzare tutte le verdure che volete o aggiungere anchei gamberetti!)


Cuocere il riso per circa 10 minuti.
Nel frattempo tagliare le verdure a cubetti o a julienne e saltare in padella con olio extravergine
Aggiungere il curry e il sale
Scolare il riso e aggiungerlo alle verdure.

Servire a piacere con la salsa di soya (a mio avviso in questo piatto fondamentale)


Bon apetit!(io ho usato le bacchettine!)

venerdì 4 settembre 2009

Gli uomini sono in bianco e nero e le donne in techinicolor.

Gli uomini sono in bianco e nero. Per loro non esistono sfumature e a malapena conoscono i chiaroscuri e i giochi delle gradazioni di grigio. Se non mi seguite, ripensate a tutte le vostre storie sentimentali, più o meno serie, o semplicemente guardatevi attorno, soffermatevi sui personaggi maschili delle vite delle vostre amiche e mi darete ragione. Vi troverete così tristemente a suddividere gli uomini della vostra vita in due categorie, le quali talvolta hanno ospitato entrambe la stessa persona, se pur in periodi diversi. Allo stronzo patentato, si contrappone il principe azzurro. Sì proprio lui, quello che secondo alcune leggende metropolitane, nessuno riesce a trovare e tutte cercano. Almeno prima di accorgersi da perfette donne incontentabili, che il principe azzurro non è affatto il tipo giusto per noi e che dovrebbe rimanere soltanto una fiaba, perché è così troppo azzurro da diventare più una fata turchina, senza il privilegio dei desideri realizzati però. Sì,perché il principe azzurrissimo fa di tutto per renderti la vita una zolletta di zucchero, poiché crede che sia ciò che tu voglia, non rendendosi conto in realtà di realizzare i propri di desideri. Tale categoria tuttavia è molto difficile da spiegare, descrivere e ahimè soprattutto da riconoscere subito, cosa che sarebbe molto più semplice se tutte leggessimo “La ragazza che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro – Grad Marcia”, ma anche semplicemente soffermandoci sul significato del ruolo che il Principe Azzurro ricopre in Shrek 2! In ogni caso credo che ogni ragazza prima o poi, capisca di essere più strega cattiva che principessa. Eh sì, cari principi, ammettiamo la nostra perfidia, astuzia e soprattutto magia. Le donne hanno il potere ammaliatore che solo un incantesimo della miglior specie può scatenare…e non c’è nulla di più potente della nostra magia nera. Agli occhi dell’uomo poi, la donna diventa una vera e propria strega nel momento in cui si rende conto che il principe è soltanto un trucco, al che agitiamo abilmente la bacchetta magica e lo facciamo sparire. Stronze senza pietà. Ecco quello che sembriamo, quando siamo semplicemente delle incontentabili per natura. Se un uomo non riesce ad accettare questo aspetto femminile, nonché ingrediente principale del nostro essere, non può fare altro che rassegnarsi e cambiare orientamento sessuale. L’uomo è terrorizzato dal nostro potere. Chiamatela facoltà di farli entrare in confusione, capacità di intrufolarci nella loro vita sfondando la porta e senza mai bussare, ma in ogni caso la donna sa di rappresentare una minaccia per quell’universo che si chiama l’isola che non c’è. Ma adesso accavalliamo un po’ di fiabe se effettivamente vogliamo capire quanto invece l’uomo debba alla donna. Mettiamola così:ogni uomo è un ranocchio, un rospo informe che vive negli stagni puzzolenti e che nessuno vorrebbe accudire. Ma cosa si nasconde dietro quella scorza verdognola e con i bozzi rugosi?? Un Ego gigantesco che vuole esplodere. La verità è che infatti ogni uomo si sente un potenziale principe..altrimenti come spiegheremmo la frase ricorrente,che ogni donna ha ascoltato almeno una volta nella vita??? “Io non sono come tutti gli altri(rospi).” Queste paroline magiche (e banali…poi parleremo anche della loro immensa banalità) portano l’istinto da crocerossina di ogni donna a concedere una possibilità a costui, a questo animaletto schifoso che baciato, in realtà porta solo malattie. Infondo si sa che le streghe amano catturare i rospi, che diverranno inevitabilmente un animaletto di compagnia o un ingrediente per qualche pozione esplosiva.
Ma adesso basta…tutta questa magia mi sta facendo tralasciare il punto chiave di questa storiella. Questa fiaba è la dimostrazione del fatto che ogni donna è causa dell’ego smisurato di ogni uomo. È tutta colpa nostra!!!!non ci lamentiamo se con tutta la nostra esperienza e maestria in fatto di incantesimi, ci lasciamo abbindolare da un rospo. E per di più,nemmeno un rospo verde, ma uno stupido ranocchio in bianco e nero. Difatti non ho scordato la mia classificazione di uomini in due categorie, che per quanto siano se pur in maniera diversa, aride e squallide, non riusciamo a capire perché ci facciano così tanto impazzire. Quando il rospo incontra la prima donna pronta ad offrirgli quel briciolo di importanza letale, che va ad alimentare il fuoco del loro ego, il principe dopo la prima storia si trova di fronte ad un bivio…ricordate quello della Bella e la Bestia?A sinistra rovi misteriosi, sinonimo di avventura, ma anche di un percorso freddo e grigio e a destra la strada perfetta, con quegli odiosi uccellini finti e cinguettanti, i fiorellini sempre rigogliosissimi e il selciato pettinato. Quest’ultima è la strada per diventare principi azzurri, mentre la prima è per conseguire la patente per stronzi. Probabilmente si tratta sempre di principi azzurri, ma di seconda mano,malandati a seguito di terribili incantesimi femminili, oppure di insensibili dalla nascita o soltanto di cuori congelati dall’abitudine di storie troppo aride, lunghe quanto un battito di ciglia e tutt’altro che intense. L’aspetto più triste di questa sconvolgente verità spetta però sempre a noi streghette, forse per punire il nostro giocare inconsciamente con i loro destini. Difatti non c’è nulla di più deprimente della consapevolezza di una scelta così limitata. Due strade, due tipi di uomini, due colori. Gli uomini sono bianchi o sono neri, possono arrivare a prostrarsi ai tuoi piedi con un cesto di rose profumate da cui grondano petali con su scritto il tuo nome creato in laboratorio apposta per te, oppure ti utilizzeranno come meglio credono dimenticandosi o forse senza neanche conoscere l’esistenza della tua dignità. Tutto ciò è terribile e il fatto che questo non sia un semplice sfogo ma una realtà in cui 9 donne su 10 sono convinta si riconosceranno mi fa soltanto deprimere.
Perciò quando vi lamentate di noi donne, maledettamente incontentabili, interrogatevi su voi stessi maschietti che vivono negli stagni!E vi accorgerete che la nostra insoddisfazione e confusione perenne è data dalla mancanza di una vasta scelta. Per nessuno è facile scegliere tra due strade opposte, totalizzanti, senza piccole sfumature…tranne che per voi e ciò conferma la vostra banalità, nonché similitudine allo stesso mondo animale!Adesso non sto parlando di sensibilità, perché ho conosciuto principi azzurri ben più sensibili di dieci donne messe insieme, ma mi riferisco a un modo di essere, uno stile di vita che vi fa vedere tutto in un’unica direzione…una sola strada in cui guardate sempre dritto. Ecco l’altro problema… non vi guardate mai intorno, perché esistete solo voi ed il vostro universo quando incontrate una donna sul far del cammino la travolgete egoisticamente continuando a camminare per la vostra strada, trascinandola con voi direttamente(da bravi principi) o facendo in modo che questo accada da parte della donna, che si attanaglierà ai vostri polpacci (da perfetti stronzi). Ma stasera sono stanca di queste metafore, e in questi giorni sono stanca semplicemente di quello che siete…forse perché il vostro ego smisurato mi sta schiacciando adesso non ne posso più, perché ho capito l’inutilità dell’errare con un obiettivo. È chiedere troppo quella via di mezzo, è da pazze sperare in qualcuno di travolgente e allo stesso tempo rassicurante, qualcuno che sappia emozionarsi lasciandosi andare ad ogni emozione, senza però crederti di sua proprietà, aggrappandosi alla convinzione che tu ci sarai sempre, soffocandoti nella sua teoria che le scelte di qualsiasi portata si prendono sempre da parassiti…non ci sperate ragazze…non troverete colui che vi stimolerà sempre e sarà pieno di interessi senza per questo mettervi da parte, quello che vi farà provare il brivido del dubbio dell’incertezza senza poi non sparire come di consueto…sarà difficile mie care…e se proprio doveste trovarlo, quel qualcuno che si interessi a voi davvero (perché gli uomini non si interessano alla tua vita, ma a te come accessorio indispensabile per la loro, in quel momento) non lasciatevelo scappare. Non sfoderate il solito difetto dell’essere così maledettamente incontentabili, ma credeteci davvero,se pur con cautela, studiatelo il vostro uomo, vivisezionatelo se necessario e poi chiamatemi. Resto in attesa di un’esperienza fortunata ed entusiasta, perché ora come ora sono stanca di vivisezionare e credere in qualcosa che non c’è. Com’è triste crescere e rendersi conto che gli altri, come la realtà sono altrettanto senza soluzioni, senza chiavi. Com’è triste scoprire che quel mondo così complicato che è l’universo maschile, in realtà è quanto di più banale ed elementare possa esistere. Ma tu sei così ricca di sfumature variopinte per accontentarti di criptare il bicolore.

lunedì 9 giugno 2008

Ridere di te...!

Cosa sei realmente per me??
Forse la risposta a questa domanda è racchiusa nel significato di tutta questa strana situazione che si è venuta a creare..non chiedetemi come. Il nostro star bene insieme d'amici si è trasformato in un uscire d'amici...che poi ha comportato un baciarsi da "conoscenti".Ma solitamente i conoscenti non si conoscono da 4anni!?Ecco perkè non so davvero come definire tutto ciò..che mi porta giorno e notte a cercare di non lasciarmi andare troppo per non deludere tutte le mie promesse da vita da single liberaefelicecomeunafarfalla...cioò che continua a cercare di scacciare il tuo pensiero per poi ritrovarmi a rincorrerlo di continuo e perchè no, talvolta di riuscire ad acciuffarlo..!
Mi piace riuscire a prenderti..passare momenti con te senza troppi perchè..e forse adesso è la prima volta in cui mi fermo a riflettere sulla direzione che tutto ciò sta prendendo..
Forse perchè superate le paure iniziali, e con la fine della scuola adesso tutto sembra assumere davvero la forma che fin dall'inizio volevamo dare a queso rapporto.E mi piace!Perchè per la prima volta riesco a realizzare un "progetto" di questo genere..!Riuscirci fino in fondo mi piacerebbe ancora di più..ma la paura è tanta come sempre..e savolta non riguarda me o nessun'altro...riguarda te!E cosa realmente vuoi da me!Il prendere questa situazione in maniera poco seria come entrambi vogliamo, spero non comporti regole del gioco poco leali..
Che strano..rivolgermi a te come qualcuno che non conoscessi!E invece sei sempre stato lì..anche se sto capendo sempre di più che non bastano 4 anni per conoscere davvero qualcuno..non sempre.Forse non ti ho mai capito fino in fondo e per fortuna ultimemente mi è venuto l'hobby dello scoprire chi mi sta attorno!Sei stato una bella scoperta..con i tuoi TRENTAMILA difetti (anche quelli sconosciuti)..spesso vorrei ucciderti, ma credo che consista proprio in questo la differenza del nostro rapporto attuale con quello precedente.credo che più una persona provochi in noi un senso di nervosismo talvolta tra tutti i momenti belli, più riesce a mandarti al manicomio e maggiormente ne sarai legato..Per un altro mio amico è lo stesso, anche se è SOLO un amico..
Ultimamente insopportabile..sto male tutte le volte che litighiamo e mi ritrovo a dire che lo ammazzerei!:)
Tutto ciò..tutto questo sclero notturno che mi fa ridere di te..di noi..e di quello che c'è, per quanto sia ancora accennato, per spiegare poi la scoperta che tu veramente rappresenti della mia vita. La scoperta che mi ha fatto davvero capire quanto in alcuni momenti sia davvero inutile farsi troppe domande, così assordanti da farti perdere la cognizione della realtà ed impedirti di percepirla...di sentirla. Grazie alle piccole e brevi esperienze con te ho capito quanto a volte sia possibile esprimere un desiderio ad alta voce nella tua testa e realizzarlo con un batter di ciglia, senza importarti di nulla. Con te ho capito che ci sono ancora persone che nonostante mille contraddizioni e difetti, riescono a farti sentire veramente viva.